Fotografia by Suitc@se

Guida all’utilizzo dei filtri

COSA SONO E A COSA SERVONO I FILTRI
Il nostro approccio ai filtri è avvenuto diversi anni fa e da quel momento è cambiato notevolmente il modo di fotografare. In particolare nella fotografia paesaggistica non potremmo più farne a meno. Vi è mai capitato di chiedervi perché in molte situazioni fotografiche una parte dell’immagine risulti bruciata nella parte del cielo o della terra? La macchina fotografica (reflex o compatta) ha dei limiti per quanto riguarda la gamma dinamica ovverosia la luce che il sensore è in grado di gestire fedelmente. Scattando in situazioni particolari come al tramonto oppure in un bosco, quante volte ci siamo accorti che molti dettagli andavano persi come il profilo delle montagne che normalmente appare di colore nero uniforme oppure il cielo di un bosco che di solito appare completamente bianco perdendo così i dettagli del cielo e delle nuvole. Normalmente una reflex è in grado di gestire una gamma dinamica di 7 stop che rappresentano la differenza che intercorre tra la parte più chiara della foto e quella più scura. Se in uno scatto la differenza di luminosità tra il chiaro e lo scuro supera la gamma dinamica supportata dalla nostra macchina fotografica ci renderemo subito conto che avremo sacrificato una parte della nostra foto. La soluzione più naturale a questo inconveniente sono proprio i filtri.

COME SI MONTANO
I filtri sono delle lastrine quadrate o rettangolari di resina o vetro che si montano davanti all’obiettivo attraverso un sistema che permette alla lastrina di scorrere davanti alla lente.

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Prima di tutto è necessario avvitare l’anello adattatore (adaptor ring) sulla ghiera della lente. Ogni obiettivo ha una circonferenza diversa e sarà necessario avere un anello della stessa dimensione dell’obiettivo.
ATTENZIONE: per gli obiettivi grandangolari esistono appositi anelli adattatori detti “WIDE” che permettono di posizionare la lastrina ancora più vicino alla lente al fine di ridurre notevolmente la vignettatura.

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All’anello viene applicato un supporto detto holder che permette di traslare i filtri davanti all’obiettivo. Questo sistema supporta fino a tre filtri allineati. Quando si utilizza un solo filtro è fondamentale applicare il filtro nella canalina più vicina alla lente per evitare infiltrazioni di luce che rovinerebbero lo scatto.
Il polarizzatore, invece, è un filtro circolare che si avvita sull’obiettivo senza ulteriori supporti (foto 1), ad eccezione del polarizzatore della Lee che va avvitato al supporto (foto 2).

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FILTRI GRADUATI
Ne esistono due tipologie. GRADUATI SOFT scuri nella parte alta che sfuma gradualmente fino ad essere trasparente nella parte inferiore. L’utilizzo di questa tipologia di filtri è adatto in situazioni con orizzonte frastagliato da alberi piuttosto che montagne. GRADUATI HARD caratterizzati da una distinzione più netta fra la parte scura e la parte trasparente della lastrina consigliabile in situazioni in cui l’orizzonte è ben delineato e lineare es. mare . Esistono filtri graduati da 1 stop, da 2 stop, da 3 stop e da 4 stop da poter coprire qualsiasi situazione; ovviamente tanto maggiore è la differenza tra la parte chiara e la parte scura della foto tanto più scuro dovrà essere il filtro applicato nella zona più luminosa della foto da permettere alla gamma dinamica di rientrare nel range gestibile dal nostro sensore.

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FILTRI ND
L’effetto setoso dell’acqua piuttosto che delle nuvole che rende così bene l’dea di movimento e dinamicità della foto si ottiene grazie all’utilizzo dei filtri così detti Natural Density (ND). La particolarità che li distingue da tutti gli altri è che la lastrina di vetro in questo caso è completamente scura e non sfuma come nel caso precedente ma la tonalità rimane la stessa lungo tutta la lastrina. Anche in questo caso ci sono però diverse tonalità: 1 stop, 2 stop, 3 stop, 4 stop, 10 stop (detto Big Stopper). La diversa gradazione viene scelta in base a quello che si vuole ottenere. Più scuro sarà il filtro ultilizzato, maggiore sarà il tempo di scatto richiesto per eseguire lo scatto e più intenso sarà l’effetto “movimento”.

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Di seguito un esempio di filtri graduati e nd. Da notare che il Big Stopper (10 stop) presenta un sottile strato di gomma che, rivolto verso la lente, elimina possibili infiltrazioni di luce che rovinerebbe la foto utilizzando tempi di scatto particolarmente lunghi.

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FILTRI POLARIZZATI
Il fotografo attraverso il filtro polarizzatore è in grado ruotando la ghiera di quest’ultimo, di scegliere quali onde luminose scartare e a quali consentire l’accesso. Viene utilizzato normalmente per eliminare il riflesso dall’acqua ad esempio mare, fiumi, laghi.

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Addirittura veniva utilizzato dai pescatori che grazie a questo filtro erano in grado, eliminando completamente il riflesso in superficie, di capire in prima battuta se in quella zona c’erano pesci o meno. Viene utilizzato:
– per restituire al cielo un colore fedele e più naturale, facendo risaltare anche le nuvole, eliminando la foschia causata dall’attraversamento della luce nell’atmosfera che viene riflessa dalle particelle di vapore acqueo;

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– per eliminare il riflesso del sole nei singoli steli d’erba di un prato restituendo così un colore verde ancora più corposo e naturale.

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La maggior parte dei materiali incontrati dal fotografo consentono attraverso l’utilizzo del polarizzatore, di eliminare il riflesso del sole. Le superfici metalliche a causa di specifiche proprietà fisiche non danno questa possibilità poiché il riflesso restituito dai metalli non è piano-polarizzato e riesce comunque a penetrare all’interno del polarizzatore.

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ALTRI FILTRI
Oltre ai filtri descritti precedentemente ne esistono altre tipologie. I filtri Reverse sono caratterizzati da una maggiore densità concentrata al centro della lastrina e sono consigliati in situazioni dove la maggior luminosità dell’immagine si trova al centro ad esempio tramonto con il sole all’orizzonte.

MARCHE
Tutti i nostri filtri sono della Lee o della SinghRay
I filtri della Lee sono caratterizzati da un’ottima qualità costruttiva e non presentano difetti quali vignattatura e dominanti di colore. Tuttavia hanno un costo piuttosto elevato.
Per coloro che volessero acquistare un “Kit Base” della Lee suggeriamo di prendere uno / due anelli adattatori (in base al diametro delle lenti utilizzate) + Foundation kit come holder + 0.9 GND SOFT + 1.2 ND.

Altre marche molto conosciute sono Cokin molto diffusi nei negozi italiani e Singh Ray di qualità superiore(acquistabile solo su siti americani).
Per quanto concerne i filtri Cokin, sono caratterizzati da sigle differenti rispetto alla Lee; di seguito ve le riassumo:
– Holder A: studiato per obiettivi piccoli (massimo 62 mm di diametro) e monta filtri con larghezza di 67 mm (quindi vetrini più piccoli rispetto a quelli della Lee (100 X 150 mm)).
– Holder P: monta un massimo di 3 filtri (oppure 2 filtri + polarizzatore) con larghezza di 84 mm. In caso di obiettivi grandangolari la media dimensione del filtro e lo spessore dell’holder causano problemi di vignettatura.
– Holder ZPRO: come il precedente, ma monta filtri con larghezza di 100 mm e riduce la vignettatura permettendo un utilizzo più adatto ad obiettivi grandangolari.
– Holder XPRO: questo holder monta filtri con larghezza di 130 mm e un particolare polarizzatore molto grande che si inserisce slittando nell’holder.
Per quanto concerne le gradazioni dei filtri graduati il 121L corrisponde ad 1 stop, 121M a 2 stop e 121S a 3 stop. I filtri ND invece sono identificati con ND400 (9 stop), ND16 (4 stop), ND8 (3 stop), ND4 (2 stop) e ND2 (1stop).
Considerando il prezzo abbordabile dei Cokin, per partire suggeriamo il seguente kit: Holder XPRO + ND4 + 121L.

Esistono numerose marche di polarizzatori, noi abbiamo, oltre a quello della Lee, quello più piccolo e maneggevole della Hoya Pro1 Digital Filter.

2 thoughts on “Guida all’utilizzo dei filtri

  1. Ciao Marta,
    io sono Roberto (quello incontrato a Longyearbyen nella grotta di ghiaccio) ed ho esaminato con molto piacere l’intero tuo sito. Complimenti, veramente complimenti!!
    Ho visto che sei riuscita a fotografare l’aurora. E’ andata abbastanza bene anche a me, anche se le aurore del primo giorno son venute non a fuoco perche’ a causa del freddo, del buio e della fretta ho sbagliato la messa a fuoco. Poi alla baita e’ andata meglio.
    Ho fatto una breve presentazione (9 minuti) con le foto piu’ significative; se riesco, te la invio.
    Ho un bellissimo ricordo di voi, siete due persone solari.
    Vi abbraccio e, con la speranza di rivedervi nuovamente, vi mando i saluti miei e dei miei compagni di viaggio alle Svalbard.
    Roberto

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